Un sogno, un miraggio, l'isola che non c'è e che al momento esiste solo nei cuori e nelle menti di alcune persone che desiderano che bambini con malattie gravi, inguaribili, ad alta complessità assistenziale, possano vivere momenti di gioia, di allegria, di socialità, di gioco e serenità…

Parco Sole di Notte vuole essere il primo centro di terapia ricreativa in Europa capace di accogliere gratuitamente bambini la cui patologia non ha smesso di progredire o per cui la medicina ha già decretato l'esito infausto.

Siamo convinti che per un bambino ammalato e per tutta la sua famiglia il sorriso, la condivisione e i momenti di divertimento vissuti in un luogo protetto e adeguato alle loro esigenze, siano tra le cure più efficaci che esistano.

Sole di Notte perchè ci può essere gioia anche nei momenti più bui della vita e la solidarietà è il sole che dona calore e luce alla fredda notte della malattia e della solitudine.

AIUTACI A REALIZZARLO.

Obiettivo

Parco Sole di Notte dunque vuole essere il primo luogo in Europa e tra i pochissimi al mondo in grado di accogliere bambini che presentano quadri clinici in cui la malattia è in progressione o addirittura in fase terminale presunta.

Parco Sole di Notte si propone come:

Sostenibilità

L'approccio economico- finanziario del Parco Sole di Notte deve essere quello di una impresa sociale in grado di usare la logica costi- ricavi delle aziende profit che vivono grazie a strutturate azioni di marketing in cui però il profitto sarà la sussistenza del Parco, lo sviluppo delle attività ad esso connesse e la creazione di nuovi posti di lavoro.

Per questo motivo un ufficio raccolta fondi ben strutturato e formato sarà in grado di sviluppare al meglio i diversi possibili canali di finanziamento.

Perchè a Pordenone

A Pordenone dal 2011 è attivo il servizio Assistenza Domiciliare Pediatrica e Cure Palliative che ha preso in carico più di 70 bambini con le loro famiglie dove è già presente una competenza nella gestione dei bambini con patologie gravi, croniche ed inguaribili.

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